TEATRO ELENA

Stagione teatrale 2006/2007

 

Venerdì 27 ottobre 2006 – ore 21,00
Dadaumpa Produzioni Teatrali

PREDISPORSI AL MICIDIALE

Con Alessandro Bergonzoni

Regia di Riccardo Rodolfi

Non è mai facile raccontare i perché e i percome un bel giorno si senta la necessità di allestire uno spettacolo: ancor più se questo continua poi a variare, moltiplicarsi, sfaccettarsi sera dopo sera. Perché proprio questa è, stavolta, la necessità: costruire uno spettacolo continuamente mutante ma non rispetto al rapporto palcoscenico-platea ma rispetto invece al legame chimico artistico cervello-elaborazione-accadimento drammaturgico. E' Bergonzoni, e con lui lo spettacolo, che tutte le repliche vuole essere diverso. Ma attenzione, senza usare però nessun modulo improvvisativo, tanto che ci è impossibile dire in che percentuale e a che punto comincerà a cambiare le sicurezze acquisite la sera prima. Un artista che oltre a non voler la rete cambia anche in continuazione i propri attrezzi e i numeri migliori per avvicinarsi a scenari da lui mai immaginati fino a quell'istante esatto; concentrato ad ascoltare il rumore che si sprigiona dal suo cervello nel momento del pensiero stupendosi ogni sera, assieme al pubblico, dei suoni derivanti: click di sineddoche, romanze da melodramma, fragori di associazioni, ticchettii di silenzi. Le uniche "certezze" assolute sono quindi la scena di Mauro Bellei, la regia di Bergonzoni-Rodolfi e l'orario di inizio, perché su quello della fine francamente non è dato sapere. E' solo lasciando le certezze al di fuori della sala teatrale che "Predisporsi al micidiale" può essere letto anche come un consiglio comportamentale da seguire scrupolosamente per partecipare alla "trance" comica che parte in palcoscenico per dipanarsi poi in platea aggrovigliando pubblico ed artista in un gomitolo di lana metafisica. Riccardo Rodolfi

Poltronissima 18,00 – Poltrona 15,00

Sabato 25 novembre 2006 – ore 21,00
Compagnia TeatrObliquo
LA CANTATRICE CALVA
Di Eugène Ionesco
Regia Durshan Savino Delizia

Il mondo che Ionesco ci presenta ne La cantatrice calva, suo testo di esordio, è quello da pochi anni uscito dal conflitto mondiale, in preda ad una profonda crisi di valori e ad uno smarrimento senza precedenti, crisi esplicitata attraverso un linguaggio ricercatamente vuoto e privo di senso, ma al tempo stesso unico ed esilarante. Come ci spiega lo stesso Ionesco “ gli Smith e Martin – al centro della commedia – non sanno più parlare perché non sanno più pensare; non sanno più pensare perché non sanno più commuoversi, non hanno più passioni, non sanno più esistere; possono “divenire”. chiunque, qualunque cosa giacchè, non esistendo, sono gli altri il mondo dell’impersonale […] e sono intercambiabili” Sessant’anni dopo, il mondo descritto da Ionesco è attuale, è un mondo nel quale il processo di decomposizione incarnato dai personaggi non si è affatto esaurito, anzi, ha proseguito imperterrito la sua opera demolitrice.

Poltronissima 15,00 – Poltrona 12,00

Sabato 16 dicembre 2006 – ore 21,00
Nanni Svampa
NANNI SVAMPA: CABARET CONCERTO

Di Nanni Svampa - Accompagnato dal chitarrista Antonio Mastino

Un racconto musicale su 50 anni della nostra vita, dentro e fuori dal mondo dello spettacolo, fra personaggi curiosi, aneddoti e storielle, con i ricordi dell'infanzia sul lago e nei campi, poi la grande città, gli amori, gli studi, il cabaret e le osterie, la carriera, l' età matura, il ritorno al lago. E così Svampa ci conduce per quasi due ore di umorismo, musica e poesia in un percorso che ha lo scopo di far conoscere ai giovani un patrimonio che va perdendosi, di recuperare le "memorie parallele" nelle persone anziane, di interessare più generazioni su temi tradizionali e di attualità, in un'operazione di valorizzazione della nostra cultura da confrontare con le altre, a partire da quelle europee. E a riprova della dimensione europea dell'opera di divulgazione della nostra lingua condotta da Svampa c'è la straordinaria operazione di traduzione in milanese dal francese del repertorio del grande poeta e umorista della canzone Georges Brassens. Anche questo repertorio, entrato ormai nella tradizione della canzone milanese, è presente in "Cabaret Concerto".

Poltronissima 18,00 – Poltrona 15,00

Sabato 20 gennaio 2007 – ore 21,00
Kataklò Athletic Dance Theatre
KATAKLO’ SUITE
Regia e coreografia Giulia Staccioli

Lo spettacolo è una suite dei “quadri” più belli e spettacolari, tratti dai quattro lavori della compagnia, appositamente scelti e selezionati per dare espressione a quello che è lo spirito più profondo e forte dello stile dei Kataklò. Una bicicletta che evoca un tempo lontano, una palla sospesa in cielo, una corsa che diviene danza, oggetti che si animano per mostrarci attraverso i loro occhi le cose che non siamo capaci di vedere, il sogno del volo… sono frammenti di un linguaggio universale in cui danza e sport si intrecciano, per divertire, raccontare, emozionare oltre ogni confine culturale, linguistico, generazionale.  Uno spettacolo che è “una collezione di immagini ed atmosfere” che scorrono in un flusso dal ritmo serrato per rimanere a lungo nel tempo nella memoria dello spettatore.

Poltronissima 18,00 – Poltrona 15,00

Sabato 17 febbraio 2007 – ore 21,00
Teatro Coccia di Novara - Marina Thovez e Mario Zucca
SEPARAZIONE
di  Tom  Kempinski  Traduzione e regia di Marina Thovez

“Separazione” è la divertente storia di un rapporto telefonico tra Sara, attrice newyorkese, e Joe, commediografo londinese, ‘separati’, appunto, da un oceano. I due non si conoscono, ma il destino intreccerà le loro esistenze. Sara vuole mettere in scena una famosa commedia di Joe e lo chiama per chiedergli il permesso. Tutto finirebbe qui, se non fosse che Joe, bloccato da tempo sulla pagina bianca, buffo malato di agorafobia, ciccione e solo, ha un forsennato bisogno di parlare con qualcuno. Da qui la trafila delle sorprendenti telefonate; la scoperta della non casuale affinità tra la condizione di Sara e quella della protagonista della commedia; la possibilità della nascita di un amore; la voglia di ricominciare a scrivere. L’incontro. Ma Joe si tira indietro ed è di nuovo: separazione. Come si può rinunciare alla vitalità bella e intelligente di Sara? E’ la solita vigliaccheria dell’uomo che non vuole impegnarsi? Che preferisce i propri tic all’amore di una donna che lo ha quasi resuscitato? No. Joe a sorpresa spiazzerà tutti quanti, e il suo exploit può essere anche per noi un suggerimento a guardare le cose con una angolatura insolita, un invito a lasciare la porta aperta, come segno di fiducia, fiducia in se stessi e nell’altro, nella vita.  La vita è coraggio, ci dice l’autore, e “Separazione” è, in realtà, la storia di un commovente, fragile avvicinamento.

Poltronissima 15,00 – Poltrona 12,00

Sabato 10 marzo 2007 – ore 21,00
Fabio Santini
C’ERA UNA VOLTA IL CINEMA
Di e con Fabio Santini

C’era una volta il cinema è un viaggio dietro le quinte dei film di Sergio Leone, vissuto tra il senso evocativo delle musiche di Ennio Morricone, il sentimento di nostalgia, gli aneddoti e le ricostruzioni delle opere del grande regista scomparso nell’89. Lo spettacolo è un insieme di ricordi, riflessioni, battute e dichiarazioni dei protagonisti dei film di Leone. Intervallate dalle musiche e dalle immagini dei suoi film. Si parte con la scena delle quadrighe di Ben Hur di William Wyler, girata da Sergio e Andrei Marton. Il racconto della prima scena di C’era una volta Leningrado, il film che Sergio non fa in tempo a girare. E poi indietro nel tempo da Per un pugno di dollari a C’era una volta in America , attraverso episodi, volti, segreti e rivelazioni su ciò che il pubblico non ha mai visto e saputo. Il finale è un omaggio alla nostalgia di cui il regista romano è uno dei maggiori narratori su grande schermo. Un sentimento cui Sergio sa dare profondità e spessore, come nessun altro. Forse anche per questo torno sempre volentieri a rivedere un film di Sergio, i flashback al rallentatore, i tempi lunghi, il ritmo incalzante, le emozioni, le musiche. Il ritmo e il senso della vita.”

Poltronissima 15,00 – Poltrona 12,00

Sabato 14 aprile 2007 – ore 21,00
Compagnia TeatrObliquo
LA LOCANDIERA

Regia Gabriella Foletto e Daniela Monico

Della figura della locandiera si è detto molto: ammaliatrice e virtuosa, sirena crudele, arrivista, astuta e affascinante…Più che onesta o crudele, più che infida o virtuosa, Mirandolina è un’efficiente donna d’affari, che pone la locanda al centro della sua vita, è una donna a tutti gli effetti che agisce seguendo le proprie pulsioni. Mirandolina è un’ottima locandiera, tesa soprattutto a far funzionare alla perfezione il suo albergo, e con grande senso pratico, mescolato al sapiente uso dell’ingegno – più che delle armi di seduzione – finisce per chiedere a Fabrizio, onesto innamorato senza illusioni, di sposarla, facendosi beffe di tutti gli altri spasimanti. E la protagonista, su tutti, tesse la sua tela di donna esperta e pratica, che non si fa incantare da nulla, che intuisce ogni menzogna e che, per suo unico piacere si diverte a conquistare il cuore di uomini presuntuosi, che poi inevitabilmente rifiuterà. In questo forse, è riconoscibile uno dei primi veri ritratti di donna «moderna» che il teatro ci ha offerto: tra lungimiranza, lacrimucce e svenimenti ad hoc, questa donna del XVIII secolo incarna l’intelligenza e l’autonomia di una femminilità nuova, indipendente e intraprendente.

Poltronissima 15,00 – Poltrona 12,00

Sabato 5 maggio 2007 – ore 21,00
Nuova Scena Antica – Théâtre du Contage
dall’Antigone di Sofocle IL CAMPO FUORI LE MURA

Di Andrea Lanza – Regia Andrea Lanza
con Carmen Chimienti e Silvio Da Rù

Il mito di Antigone visto da una nuova prospettiva, che ci mostra ciò che in Sofocle è nascosto e risponde, mediante una ricostruzione lucida e originale, a quella domanda che ogni conoscitore della vicenda si è chiesto almeno una volta: come ha fatto Antigone ad avvicinarsi e seppellire il corpo del fratello, dato che questo era sorvegliato?  La vicenda narra del disumano incarico dato ad un Gigante, il quale è posto di guardia al cadavere di Polinice perché nessuno contravvenga il volere di Creonte. Tutte le notti la giovane Antigone, sorella di Polinice, si reca sul campo poco fuori le mura in cui giace il cadavere, vi resta sino all’alba e poi fa ritorno in città. Antigone si interroga sull’opportunità di seppellire lei stessa il corpo del fratello. Entrambe le scelte, rispettare o infrangere il divieto imposto dall’editto, sono ugualmente giuste e ingiuste, e questo le rende difficile una scelta. Il Gigante, nel trascorrere delle notti, è testimone e complice del percorso di Antigone che, infine, seppellirà il corpo di Polinice e verrà condannata a morte da Creonte, secondo l’editto.

Poltronissima 15,00 – Poltrona 12,00